Rio de Janeiro, 18 de Agosto de 2018
           
       


Cromoterapia Prática
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I Colori nell’Antico Egitto

   L’uomo è nato circondato da colori ed ha cominciato ad usarli intuitivamente. Nell’antico Egitto la medicina usava pure i colori come terapia ed analizzava le caratteristiche dei sintomi o malattie con i colori attraverso sostanze come piante, pietre preziose e semipreziose.
   L’uso delle piante era effettuato mediante infusioni, tisane ed impiastri, triturati con miele ed olii aromatici, applicati sulle zone inferme. Usavano le pietre preziose e semipreziose negli amuleti, adorni e gioielli, i quali oltre ad esercere l’azione dei colori emanavano la loro influenza benefica attraverso il contenuto delle formule magiche che erano incise su loro stessi.
   Nel trattamento dell’itterizia, caratterizzata dall’aumento della bilirrubina nel sangue che fà depore questo pigmento nella pelle nella mucosa, assumendo un colore giallognolo, era applicato il colore giallo durante la terapia, mediante l’uso di fiori e pietre preziose como già menzionato.
   Nei casi come d’emorragia e nelle malattie cardiovasculari nella terapia era usato il colore rosso dei fiori e delle pietre.
   La cianose, che provoca una colorazione azzurro-viola sulla pelle affettata è il risultato della mancanza d’ossigeno nel sangue, il che genera le malattie polmonari croniche come fibrosi, enfizema polmonare, e pure le malattie cardiovasculari come le ardiopatie congenite o gravi e lesioni del setto cardiaco. La cianose era così trattata con il aiuto di fiori e pietre di colore azzurro.
   Tutte queste pratiche basate nell’uso dei colori come terapie mediche hanno preso in considerazione il colore stesso con cui se presenta il sintomo oppure la malattia. I medici egiziani ritenevano che l’azione neutralizante dei colori era effettiva a tal punto che irradiavano di forma localizzata il colore identico al “colore” presentato della propria infermità.
   Numerosi templi egiziani avevano il cosidetto Hat Ankh (sanatorio di cura) costruito in roccia e mattoni, nel quale i sacerdoti-medici effettuavano i trattamenti di hidroterapia, sonnoterapia, ipnosi e di cromoterapia, mediante l’uso di fiori e pietre preziose.

   Questi procedimenti erano rigorosamente assistiti dai sacerdoti specializzati, già iniziati nei misteri della magia così conoscevano profondamente questa farmacologia.
   Le sostanze vegetali più usata nelle terapia erano: stramonio, belladonna (usata come antispasmodico e come stimolante cardiaco e respiratorio), meimendro, di dove si estraggono gli alcaloidi ocinamina ed escopolamina, la mandragora e l’oppio con effetti anestetici, allucinogeni e narcotici. I sacerdoti-medici conoscevano il potere anestetico delle sementi dei fiori di loto e del papavero che, dopo essere stati abbrustoliti e macinati, erano collocati sulle ferite.

   Il Templio di Kom Ombo sembra essere l’unico che ancora conserva le sette “Hat Ankh”, visibile nella parte finale del templio stesso.
   Nel Templio di Esna c’è una invocazione al dio Knum, scolpita nelle colonne della sala del cerimoniale, che comprova l’esistenza delle “Hat Ankh”:
   “Come è bello il tuo viso quando curi gli infermi nelle “Hat Ankh” e ove pure liberi dal male coloro i quali ti cercano”.
   Disgraziatamente quase tutte le “Hat Ankh” sono state distrutte dal tempo. Il templio di Dendera però conserva alcun vestigio di questi istallazioni e perfino è possibile oggi osservare le rovine dalla perrazza del templio principale. Questo fatto fù costatato dal ricercatore Daumas, nel 1957.
   Finalmente, le “Hat Ankh” egiziane sono state il modello dei sanatori di cura (Asclepie) che i greci hanno fondato più tardi nei loro boschi sacri.

   Secondo il prof. Reuben Amber, autore del libro “Cromoterapia - La Cura Con I Colori” l’Egitto è stato pioniere nell’uso dela Cromoterapia. Egli afferma che alcuni archeologhi avevano trovato nei templi prove dell’esistenza di piccole stanze costruite con un’apertura nel soffitto in modo da permettere l’entrata dei raggi solari. In questi piccoli ambulatori i pazienti ricevevano in trattamento adeguato.
   Inoltre, egli accresce che gli egiziani usavano l’acqua solarizzata come medicamento.
   Successivamente, è probabile che il vetro colorato sai stato usato nelle terapie come pure le pietre preziose.
   È noto che il vetro a colori era usato nell’antico Egitto da quando, verso la metà della XVIII Dinastia, fù istallatala prima fabbrica di vetro traslucido colorato.
   Nella città di Akhetaton è stata trovata una fabbrica di vetro con diversi oggetti di vetro, tra i quale presce colorato che si trova nel Museo di Londra, una tazza di vetro giallo che si trova nel Museo di New York, e un’anfora azzurra che si trova nel Museo del Cairo.

   

:: I colori principali più nell’Antico Egitto
   L’AZZURRO simbolizava il cielo ed il Nilo. L’indaco rappresentava il cielo notturno ed era usato pure negli affreschi nelle volte delle stanze funebri e templi.
   Pietre - turchine e lapislazzuli.

   IL VERDE è rappresentato dal papiro che significa la vegetazione verdeggiante e la gioventà. Parallelamente, il papiro simbolizzava l’Egitto del norte.
   Gli egiziani associavano il verde al ciclo naturale delle piante e dell’uomo. “L’albero perde le sue foglie all’autunno, smebra deceduta all inverno, rinasce alla primavera e sboccia all’ estate, emanando l’immagine della resurrezione e della rigenerazione.”. Osiris che è chiamato l’Osiris verdeggiante è il simbolo di codesto rinascimento.
   Pietre - malachita ed esmeralda.

   IL GIALLO-ORO simbolizava il colore del sole che era chiamata divina. L’oro propriamente detto era cosiderato la carne degli immortali, rappresentata attraverso le statue ed i gioielli.
   Pietra - diaspro gialla.

   IL ROSSO, simbolo della vita, era così cosiderato dagli egiziani perchè era il colore dell’alba e del tramento. In Egitto esiste un papiro che configura due leoni, incastrati nel geroglifico dell’orizzonte - AKHIT - il quale rappresenta il sole rosso fra due monti con l’effige della croce ANK, simbolo della vita, indicando che il ciclo vitale dell’uomo è analogo a quello del sole che segue la sua rotta eterna.
   Pietre - cornalina e quarzo rosso.

Questo è un gioiello d’oro munito di varie pietre preziose che fanno salientare il sole nelle rosso della cornalina e lo scababeo in lapislazzuli.

   Oltre a questi colori, gli egiziani usavano pure le seguenti tonalità:
   BIANCO - Il bianco manifesta la purezza. Gli egiziani sempre si vestivano di bianco.
   NERO - Il nero rappresenta le trasformazioni eterne o trasmutazioni.
   Concludendo, si può dire che la Cromoterapia ebbe origine nell’antico Egitto nel 2800 aC. approssimatamente, iniziando con l’uso terapeutico dei fiori, delle pietre preziose e semipreziose di diversi colori che erano scelti d’accordo alle caratteristiche delle infermità.
   Posteriormente, con la fabbricazione del vetro traslucido colorato e con le ricerche mediche a rispetto della funzione dei colori nella cura dei pazienti, la Cromoterapia fu adottata internazionalmente con successo.




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